SEMPRE PIÙ INCLUSIVA

C’è un numero che più di ogni altro dice quale sia stato l’indirizzo di fondo della nostra amministrazione in questi cinque anni. Dal 2014 ad oggi le risorse destinate ai servizi sociali – a protezione e sostegno delle persone vulnerabili, partendo dai poveri, dagli anziani, dai disabili e dai minori a rischio – sono aumentate del 46%.

In questi anni abbiamo visto crescere i bisogni, a causa della crisi economica, del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’emergere di nuove fragilità. La rete del welfare cittadino si è ampliata. Vi abbiamo destinato praticamente tutti i risparmi conseguiti nell’efficientamento della macchina comunale e nella revisione dei criteri di spesa. Ma questo non sarebbe stato sufficiente. Abbiamo potuto contare sulla forte rete del Terzo Settore, impegnata con l’Amministrazione nella co-progettazione dei servizi, e sullo straordinario contributo di migliaia di volontari.

Questa alleanza sarà ancora più importante nei prossimi anni, quando Bergamo dovrà affrontare le criticità derivanti dalle dinamiche demografiche e da una maggiore frammentazione del corpo sociale.

Per farvi fronte, per concretizzare l’idea di una città sempre più inclusiva, noi riteniamo essenziale riorganizzare i servizi su base territoriale e scommettere con convinzione sulla dimensione del welfare di quartiere che sperimenti processi di generatività, attivando e organizzando risorse umane e professionali a integrazione e ampliamento dei servizi erogati.

1. Riorganizzazione territoriale del sistema dei servizi sociali

La situazione sociale è oggi segnata da una maggiore frammentazione di legami familiari e di relazioni interpersonali oltre che da nuovi bisogni. Ciò rende necessaria una maggiore vicinanza dei Servizi Sociali ai cittadini per una migliore conoscenza e una rapida ed efficace presa in carico delle situazioni problematiche.

Positivo è stato l’accordo di co-progettazione siglato nel 2015 con la Cooperazione sociale del territorio per la nuova gestione della “Porta di accesso ai Servizi Sociali” (“PASS”) che ha portato maggiore tempestività nella risposta ai cittadini e maggiori risorse in termini di personale con nuove importanti professionalità: educatori per minori ed anziani, custodi sociali, nuovo staff per gli interventi per le persone con disabilità.

L’attuale organizzazione territoriale deve essere migliorata:

– con l’istituzione di almeno 7 (in prospettiva 11) Poli decentrati dei Servizi in cui siano attivi gli operatori che si occupano delle diverse aree di intervento, integrati con le Reti Sociali di quartiere e quindi con le realtà dell’associazionismo e delle istituzioni che operano nello specifico territorio, per lo sviluppo di interventi di mutuo aiuto;

-con una nuova collaborazione con i Servizi sociosanitari di territorio che realizzi “Poli per la rete Demenza e Alzheimer” (in Città Alta e Centro diurno integrato del Villaggio degli Sposi) e con l’attivazione di un nuovo Servizio di accoglienza per persone con problemi psichiatrici.

 1.2 Una città di tutti e per tutte le età

 La Città vede costantemente crescere il numero delle persone over 65 anni: sono oggi circa 27.000, tra loro circa 10.000 vivono soli, molti in condizioni di fragilità, spesso con limitate possibilità economiche.

Durante i 5 anni di mandato sono stati avviati nuovi servizi migliorativi della qualità delle risposte a bisogni importanti ed in particolare alla possibilità per la persona anziana più fragili di continuare a permanere nella propria abitazione. Tra questi:

– il Centro Diurno Integrato, in collaborazione con la Fondazione Carisma,

– gli infermieri di comunità in 9 quartieri,

– l’intervento dei custodi sociali in altri 9 territori,

– il progetto “Tornare a casa” dopo il ricovero ospedaliero,

– lo Sportello per l’assistenza familiare,

– il nuovo servizio di Assistenza Domiciliare.

E’ necessario completare il percorso intrapreso attivando i servizi di prossimità anche nei quartieri che ne sono sprovvisti e le azioni che rendano la Città sempre più “a misura di anziani” e quindi, certamente, a misura di tutti. Tra queste, l’individuazione e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

a) Progetto Abitare Sicuro

– residenze temporanee per l’accoglienza in periodi di maggiore necessità assistenziale, in particolare di persone sole, con nuova modalità di gestione condivisa del servizio di assistenza domiciliare integrata;

– residenze condominiali protette con interventi di assistenza, di servizi alla persona ed alla casa condivisi e supportati dalle Reti sociali di quartiere;

– facilitazioni economiche per adattamenti tecnologici facilitanti l’autonomia della persona nella propria residenza;

– revisione del regolamento edilizio e aiuto economico per l’eliminazione delle barriere architettoniche nei condomini;

– accordo di collaborazione con associazioni degli amministratori di condominio.

b) Progetto Casa Sicura

– potenziamento e attivazione in ogni quartiere del progetto QuxQu (Quartiere x Quartiere) come rete per l’erogazione di piccoli servizi non professionali, per improvvise necessità e aiuto in semplici attività quotidiane, aperto alle richieste di tutti i cittadini ma in primo luogo degli anziani;

– programma antitruffa in collaborazione con Polizia Locale e le Forze dell’Ordine;

– servizio “Memory” per l’aiuto in situazioni di disagio e/o di emergenza (deposito chiavi o spesa, ritiro posta, segnalazione scadenze, avvisi interventi manutenzione, ecc.) anche in collaborazione con vicini di casa, residenti e commercianti di via.

c) Progetto Condominio sociale

– attività di sorveglianza solidale in condomìni in cui risiedono inquilini anziani soli, svolta da alcuni condòmini, con l’aiuto della custode sociale e/o dell’assistente sociale per interventi di compagnia, di aiuto in caso di bisogno, di prevenzione dell’isolamento sociale;

– Organizzazione di “visite di cortesia” al domicilio degli anziani che vivono soli, in collaborazione con la rete sociale di quartiere e con il CTE.

d) Adeguamento del servizio di Trasporto pubblico

– potenziamento delle linee di trasporto pubblico, in particolare della Linea 1 e della Linea C;

– estensione per alcune linee strategiche dell’orario di servizio nelle fasce serali;

– sostegno ai servizi di trasporto di persone non autosufficienti svolti da volontari;

– garanzia della sostenibilità economica del servizio di trasporto per tutte le persone anziane.

e) Fruibilità dei parchi pubblici e degli spazi all’aria aperta

-incremento della dotazione di sedili e panchine sulla base di una mappatura dei percorsi abituali delle persone anziane nei diversi quartieri;

-apertura nuovi bagni pubblici facilmente accessibili e ben organizzati, anche nei quartieri;

-predisposizione di luoghi di intrattenimento all’aperto nei parchi pubblici;

-predisposizione nei parchi delle zone relax riservate agli anziani e a coloro che desiderano leggere o studiare in tranquillità.

f) Sviluppo dei “Centri per Tutte le Età”

– apertura dello Sportello informativo sui servizi sociali e sanitari in ogni Centro;

– formazione all’uso delle tecnologie informatiche per le persone anziane;

– sostegno allo sviluppo del volontariato;

– programmazione di eventi culturali decentrati, aperti alle persone di tutte le età, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e con le Reti di quartiere.

g) Inclusione e partecipazione delle persone anziane

– valorizzazione delle competenze delle persone anziane nelle attività di gruppi e associazioni di territorio, attraverso le Reti Sociali di quartiere e con la collaborazione delle associazioni che promuovono la cittadinanza attiva nella terza età;

– servizio informativo a cura degli Operatori di quartiere per collegare i CTE e le Reti Sociali di quartiere con enti e associazioni che organizzano eventi ludico-sportivi, culturali, religiosi, per facilitare la partecipazione delle persone anziane;

– progetto “Anziani in cattedra”, in collaborazione con le Università della Terza Età, dedicate alla presentazione di esperienze e storie di vita di persone anziane che hanno partecipato ad iniziative significative;

– mantenimento e sviluppo del Tavolo Terza età per la collaborazione progettuale con le associazioni ed i Servizi per la longevità.

 1.3 I servizi per le persone con disabilità

 Nel quinquennio amministrativo si è lavorato con energia e determinazione per l’inclusione sociale delle 492 persone adulte disabili che afferiscono ai Servizi sociali. In stretta e sistematica collaborazione con le famiglie, si è sviluppato il progetto di Città Leggera con la residenza di 32 persone nei 9 appartamenti dedicati, distribuiti in 5 quartieri della città, con l’applicazione della Legge “Dopo di noi” e di 8 persone per l’avvio della vita indipendente, nel rispetto del progetto di vita di ogni persona con disabilità.

A Redona è stata aperta la prima comunità residenziale in città per 14 persone. E’ stato attivato il nuovo progetto sperimentale “Casa dei Laboratori”, e in Borgo Santa Caterina è stato aperto l’appartamento per persone con problemi di autismo; è stata sottoscritta la nuova co-progettazione con la sociale cooperazione.

Un importante incremento dell’impegno previsto in bilancio per i servizi alla disabilità ha permesso l’inserimento in strutture residenziali di persone con disabilità complesse prive di supporti familiari adeguati al bisogno di assistenza.

Il numero delle persone con disabilità che necessitano di servizi è in aumento e si prevedono per il prossimo triennio circa 30 nuovi ingressi. E’ quindi necessario prevedere:

Orientamento

– realizzazione di percorsi sociali inclusivi per minori per il tempo post- scolastico;

– nuovo servizio per l’orientamento post- scolastico in collaborazione con le famiglie e le realtà del Terzo Settore;

Lavoro

– attivazione di strutture e percorsi per l’inserimento lavorativo delle persone disabili in collaborazione con li datori di lavoro e i Servizi per l’applicazione della L.68/99;

– sperimentazione di attività commerciali e/o di ospitalità turistica a gestione da parte di persone con disabilità;

Servizi per problematiche psichiche

– attivazione di un Servizio diurno per giovani e adulti con problemi psichiatrici in collaborazione con i servizi sociosanitari e le associazioni del settore, anche a supporto delle famiglie;

– realizzazione di una struttura per l’accoglienza diurna di adolescenti con problemi di ritiro sociale;

Inclusione sociale

– nuove collaborazioni dei Servizi comunali con il territorio e con le Reti di quartiere per attività socialmente utili (cura di spazi verdi, cura di luoghi comuni, supporto agli anziani, collaborazione con gli oratori);

– nuove realizzazioni di protagonismo culturale nelle arti espressive;

– programma di partecipazione ad eventi in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura ed allo Sport;

 1.4 Servizio Minori e Famiglia

 Il Comune di Bergamo segue attualmente con i Servizi dedicati circa 1.400 famiglie con minori; per circa 600 tra questi ultimi, il Tribunale per i minori ha stabilito, per ciascuno, specifici interventi di protezione e sostegno che l’amministrazione deve attivare, con una attenta azione di controllo e di verifica dei risultati.

Il numero dei nuclei familiari in difficoltà ha avuto un deciso incremento nel quinquennio, anche a causa di problemi economici conseguenti alla perdita del lavoro, di fragilità della coppia genitoriale, delle fatiche connesse all’immigrazione da paesi extraeuropei. Ciò ha comportato un forte impegno del bilancio comunale che la Giunta ha sostenuto a garanzia del diritto dei minori all’educazione, all’istruzione ed alla piena e serena crescita. Sono stati così continuati gli affidi, i progetti di affido leggero temporaneo, ma soprattutto i progetti di territorio per il contrasto alla devianza ed il supporto a situazioni a rischio di abbandono. E’ stata organizzata e gestita l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati e realizzato un nuovo progetto di accoglienza per donne sole con figli.

Questi servizi ed interventi devono continuare, ma è necessario anche essere pronti ad affrontare problematiche nuove:

Azioni di sistema

– riorganizzazione del Servizio Minori con una maggiore presenza di risorse umane professionali stabili;

– sviluppo dei progetti di territorio da 7 a 22 (uno per ogni quartiere) in collaborazione con i volontari;

– campagna per il reperimento di 10/15 famiglie disponibili all’affido leggero;

– nuovo progetto in collaborazione con gli oratori parrocchiali e con le scuole per la gestione degli Spazi Compiti e delle attività del tempo libero.

Azioni di territorio

– coordinamento delle azioni di supporto alle famiglie problematiche con Consultori pubblici e privati, e il Centro per il Bambino e la famiglia;

– nuovo servizio di supporto per le famiglie monogenitoriali;

– accoglienza temporanea per padri separati.

 1.5 Disagio e fragilità adulta, lotta alla povertà e all’esclusione sociale

 L’Amministrazione ha costruito in questi anni collaborazioni fondamentali per affrontare i problemi delle persone adulte in situazione di grave disagio e fragilità, individuando partner del territorio particolarmente competenti e disponibili. Sono stati cosi realizzati due importanti progetti, di cui si auspica la continuità. In particolare si è costruito il Sistema PON-TE su quattro direzioni di intervento: l’aggancio relazionale, la salute, la casa, il lavoro, con l’attivazione del Piano Freddo (posti in più al dormitorio Galgario fino alla fine di marzo), apertura del Galgario anche al mattino per l’incontro con gli operatori, gli interventi di accoglienza diurna e notturna. L’obiettivo è permettere alle persone fragili, senza fissa dimora, o reduci dalla detenzione in carcere, di riprendere una vita dignitosa in autonomia, lontano dalla strada. Non sempre l’obiettivo è stato raggiunto, ma le esperienze della nuova organizzazione, che ha visto la collaborazione attiva della Polizia locale e delle forze dell’Ordine con interventi mirati all’ordine pubblico e alla prevenzione/riduzione del rischio di degrado dei luoghi pubblici, hanno ottenuto buoni risultati.

Si tratta ora di procedere sul cammino, integrando nuove azioni:

– sviluppo del progetto di housing first (prima casa) individuando 3/5 alloggi da dedicare;

– costituzione dell’Alleanza Locale contro la povertà per il reperimento di finanziamenti per l’inserimento lavorativo delle persone fragili, l’incentivazione di tirocini e di interventi riabilitativi e l’accompagnamento per almeno 15 persone ogni anno;

– progetto di assegnazione della residenza per almeno dieci persone ogni anno;

– progetti di integrazione sociale in attività di quartiere: cura del verde scolastico, cura dell’ordine dei parchi, aiuto nell’organizzazione dei mercati del riuso, per almeno dieci persone ogni anno;

– progetti per l’inserimento di lavorio e di residenzialità alternativa al carcere per una pena riparativa e non solo punitiva, che riduce di molto l’incidenza della recidiva.

 1.6 Le politiche per i giovani

 L’Amministrazione ha sostenuto nell’arco dei cinque anni di mandato una politica per i giovani basata sul loro protagonismo nella realizzazione di iniziative aperte alla città e su relazioni con diversi soggetti del territorio utili a individuare percorsi di formazione e di inserimento lavorativo per i giovani.

Oggi tre spazi affidati a realtà giovanili – di cui uno nuovo, frutto di un progetto partecipato, in un contesto delicato e complesso – sono attivi e costituiscono punti di riferimento socializzanti per i giovani, e non solo, con proposte culturali interessanti e innovative.

Sono attivi nei quartieri cinque spazi giovanili dedicati ad adolescenti, gestiti in collaborazione con la cooperazione sociale, sulla base di una nuova co-progettazione delle politiche per i giovani.

Sono state attivate tre esperienze di start-up di imprese giovanili, che si presentano oggi in grado di sostenere la prosecuzione, in spazi messi a disposizione dall’Amministrazione per tre anni.

E’ stato costituito l’Osservatorio cittadino con le realtà istituzionali del territorio e realizzato il 1° Forum dei Giovani sul Lavoro. Gli strumenti di comunicazione sono stati rinnovati e informatizzati.

E’ stata attivata la “Giovani app” come strumento di accesso alla scontistica commerciale per i giovani con la partecipazione di 72 comuni della provincia e una forte azione gestionale di Turismo Bergamo (Visit Bergamo).

Occorre ora prevedere:

– la riorganizzazione dello staff delle Politiche per i Giovani, con apporti economici e di risorse umane derivanti dalla co-progettazione, per sviluppare nuovi percorsi di imprenditorialità giovanile e crescita individuale;

– un nuovo network cittadino di spazi pubblici e privati per iniziative di start-up;

– l’attivazione di nuovi Forum per il confronto e la raccolta di proposte sui temi della casa, dell’ambiente e della progettazione urbanistica, dell’associazionismo e della cittadinanza attiva;

– l’attivazione del progetto Re-scoutwork, dedicato ai giovani e all’Europa, in collaborazione con Unibg, Confartigianato, Confcooperative e Confindustria;

– una integrazione tra le politiche per i giovani e le politiche culturali: un progetto di protagonismo di realtà giovanili nel palinsesto delle proposte culturali per la città.

Un capitolo a parte merita lo spazio InformaGiovani.

La valorizzazione di questo servizio comunale ne prevede lo spostamento in area centrale, adiacente alle scuole superiori e alla stazione, e il rafforzamento con l’apertura di servizi al lavoro. Prevediamo quindi:

  • l’apertura della nuova sede all’Urban Center;

  • nuove azioni di contrasto alla dispersione scolastica, di orientamento scolastico e servizi al lavoro;

  • l’attivazione di un servizio di placement per le scuole superiori della città.

1.7 La città che accoglie e promuove l’integrazione

Dal 2014 l’Amministrazione comunale è stata impegnata nell’accoglienza di persone in fuga da guerre, da situazioni di grave povertà e da forti rischi per l’incolumità propria e dei famigliari. Ha cercato di dare a quanti sono giunti a Bergamo, circa 600, un rifugio dignitoso, un aiuto concreto per la quotidianità, una prospettiva nel pieno rispetto della legalità. E’ stata affiancata da realtà significative, con le quali ha condiviso il principio per cui nessuno deve essere abbandonato, perché ogni persona ha diritto alla vita, non solo alla sopravvivenza.

Con la Diocesi e la cooperazione sociale ha sviluppato il Servizio nazionale Sprar per oltre 80 adulti e per 10 donne; in 5 anni, dando prima di tutto l’opportunità di apprendere la lingua italiana, indispensabile strumento per comunicare, ma poi di trovare lavoro e casa e quindi avviare una regolare vita in autonomia.

Contemporaneamente, sempre in stretta collaborazione con gli altri partner, ha sostenuto le accoglienze sia in forma diffusa (5 appartamenti) che nei 3 Centri per l’accoglienza straordinaria, autorizzati dalla Prefettura, offrendo possibilità di occupazione e di inclusione sociale e richiedendo pieno rispetto delle regole di convivenza e di legalità.

In questi anni anche l’accoglienza di Minori stranieri non accompagnati ha richiesto notevoli energie e risorse economiche: l’affidamento alle comunità educative, previsto dalla norma, dà comunque all’Amministrazione la responsabilità per la costruzione di quel futuro impossibile da realizzare in patria. Per dare il migliore aiuto, con la collaborazione della cooperazione sociale, è stata ottenuta dallo Stato l’apertura dal 1° aprile 2019 del Servizio Sprar per 30 minori, ai quali garantire formazione professionale, integrazione sociale, accompagnamento al lavoro ed all’autonomia abitativa, una volta raggiunta la maggiore età.

Nella nostra città risiedono circa 20 mila cittadini stranieri, a cui si aggiungono quelli che hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Con loro si è cercato di costruire reciproca conoscenza, collaborazione anche di carattere istituzionale, ma soprattutto coinvolgimento nelle situazioni della vita quotidiana che riguardano ognuno di noi: la salute, i figli, la casa, i luoghi del vivere quotidiano.

Ora è necessario:

sostenere quanti ancora aspettano di conoscere la propria situazione sotto il profilo giuridico perché il tempo di attesa sia un tempo utile per sé stessi e per la comunità che li accoglie: utilizzando il Protocollo per il volontariato siglato con la Prefettura nel 2015;
– attivare il coordinamento delle Associazioni di Cittadini stranieri;
– attivare il coordinamento dei commercianti stranieri di via in alcuni quartieri;
– realizzare nei quartieri in collaborazione con le Reti sociali i Progetti di Scambio;
– sostenere progetti dedicati al mantenimento della cultura d’origine;
– sviluppare nelle Politiche per i Giovani il piano cittadino per l’integrazione della 2^ e 3^ generazione in collaborazione con la scuola e il mondo dello sport;
– formare gli educatori in collaborazione con l’Università di Bergamo,

– supportare i cittadini stranieri nell’espletamento degli iter burocratici connessi all’accesso nel mondo del lavoro, anche potenziando il PAS di via San Lazzaro.

1.8 La città dei bambini

Creare la città dei bambini significa costruire un ambiente di vita il più accogliente possibile per tutti. Il quartiere o la via, con i loro abitanti, possono tornare ad essere coinvolti nel “vegliare” i più piccoli, si possono riattivare collaborazioni, legàmi, che aiutino gli adulti ad accettare di essere meno “controllori” per scegliere, invece, di essere più fiduciosi e responsabili nei confronti dei piccoli cittadini.

Asili nido

  • copertura del servizio 0-3 anni elevata al 40%, con due modalità: aumento dei posti a prezzo calmierato in convenzione con i nidi accreditati; apertura di un ulteriore polo per l’infanzia;

  • introduzione del servizio di baby sitting a domicilio, legata ad una quota aggiuntiva alla tariffa base, per una copertura minima garantita dei giorni di malattia del bambino/a.

Scuole

  • estensione del progetto Scuole Aperte in tutti i quartieri, in collaborazione con Istituti scolastici e Associazioni genitori, coordinati con gli spazi compiti.

  • mense scolastiche: nuovo affidamento del servizio con opzione di scelta del menu e tracciabilità degli ingredienti. Utilizzo più esteso delle fasce ISEE. Insonorizzazione degli spazi mensa;

  • completo rinnovamento del polo scolastico Mazzi-Calvi; programmazione delle manutenzioni alle scuole per tipologie di intervento: coperture e controsoffittature; insonorizzazioni; palestre e spogliatoi; bagni; tinteggiature e pulizie straordinarie;

  • estensione alle scuole secondarie di primo grado del sostegno alle attività sportive a scuola grazie all’ampliamento del progetto AttivaSport in collaborazione con associazioni sportive del territorio e Centro Sportivo Universitario;

  • rafforzamento del Piedibus con incentivi ai genitori autisti e comunicazione più strutturata.

1.9 Abitare una città inclusiva

 Bergamo deve diventare una città nella quale le opportunità abitative siano diversificate e rispondenti alle differenti esigenze generazionali, sociali ed economiche; una città che si prende cura di tutti i suoi cittadini a partire dal luogo più importante: la casa. Capace di accogliere anche chi transita temporaneamente o chi è in difficoltà. Inclusiva e attrattiva, soprattutto per le giovani famiglie.

Una casa per i più giovani

Vogliamo promuovere un grande progetto urbano per favorire l’accesso alla casa alle giovani generazioni e alle giovani famiglie con figli (da 0 a 35 anni) in particolare attraverso:

  • la realizzazione e/o il recupero di fabbricati localizzati nei quartieri con il più alto tasso di invecchiamento da destinare alla locazione a canoni contenuti, sulla falsariga di progetti già avviati in questi anni in città (ad es. via Angelo Mai, Via Bono);

  • la promozione di progetti per l’autonomia abitativa dei giovani under 30 attraverso il loro inserimento in contesti abitativi condominiali (anche critici), anche in forma di co-housing, a costi ridotti (copertura delle spese condominiali e utenze), a fronte di una collaborazione a favore degli altri condòmini e dei quartieri;

  • riduzione o azzeramento dell’IMU ai proprietari di casa che affittano a giovani e giovani famiglie under 35.

Una casa per i più fragili

Le famiglie e le persone più fragili sono quelle più a rischio di marginalità. La sicurezza abitativa costituisce per loro un essenziale fattore di inclusione.

  • creazione di un sistema strutturato, in raccordo con gli enti del terzo settore, per la gestione delle emergenze abitative anche attraverso la predisposizione di una rete di alloggi di emergenza dove ospitare le famiglie in situazioni di sfratto, garantendo l’unità del nucleo familiare e non solo del minore e della madre;

  • potenziamento delle forme di sostegno economico alle famiglie in difficoltà (anche attraverso il raccordo con il Fondo Famiglia Casa) nel pagamento dell’affitto, delle spese condominiali e delle utenze, introducendo percorsi di reinserimento lavorativo e di finanza domestica.

Tra 15 anni, le persone residenti in città con più di 65 anni saranno una su tre. Ciò significa che non si tratta più di occuparsi solo di una categoria di persone, ma che è la stessa città che cambia volto. E’ urgente dare risposte a bisogni specifici a queste persone, coniugandoli con un ambiente urbano idoneo e in grado di favorire intensi livelli di socialità ed incontro tra le diverse generazioni. Il patrimonio residenziale privato e pubblico va riqualificato per renderlo adeguato a tali cambiamenti, a partire dall’abbattimento di barriere architettoniche e dall’installazione degli ascensori. Prevediamo per questo un fondo dedicato, ad integrazione di quello regionale.

Contrasto al default condominiale

 Da alcuni anni registriamo un progressivo peggioramento delle condizioni fisiche (edilizie) e di convivenza all’interno di diversi condomìni della nostra città, di proprietà sia pubblica che privata: obsolescenza e degrado dei fabbricati, svuotamento delle unità abitative, difficoltà di integrazione tra culture diverse che spesso portano a situazione di conflitto.

Vogliamo investire sul recupero degli immobili e su una migliore convivenza tra gli inquilini, attraverso un progetto sperimentale di contrasto al default condominiale, anche privato, che veda la partecipazione di imprese, proprietari, amministratori condominiali e terzo settore.

L’introduzione, in ogni condominio, della figura di un gestore che affianchi l’amministratore di condominio con le seguenti finalità: 1) Verifica e recupero delle situazioni di morosità condominiale e predisposizione di eventuali piani di rientro del debito sostenibili per entrambe le parti; 2) Azioni di contrasto dei conflitti e attivazione di forme di collaborazione condominiale e di servizi minimi di supporto ai condomini; 3) Mediazione tra proprietari, inquilini e amministrazione condominiale; 4) Raccordo con le reti di quartiere; 5) Promozione delle unità abitative invendute o sfitte alla ricerca di possibili compratori o nuovi conduttori, anche attraverso il ricorso alle forme di sostegno o garanzia esistenti (ad es., il fondo per la mobilità locativa).

In questi anni abbiamo visto crescere i bisogni, a causa della crisi economica, del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’emergere di nuove fragilità. La rete del welfare cittadino si è ampliata. Vi abbiamo destinato praticamente tutti i risparmi conseguiti nell’efficientamento della macchina comunale e nella revisione dei criteri di spesa. Ma questo non sarebbe stato sufficiente. Abbiamo potuto contare sulla forte rete del Terzo Settore, impegnata con l’Amministrazione nella co-progettazione dei servizi, e sullo straordinario contributo di migliaia di volontari.

Questa alleanza sarà ancora più importante nei prossimi anni, quando Bergamo dovrà affrontare le criticità derivanti dalle dinamiche demografiche e da una maggiore frammentazione del corpo sociale.

Per farvi fronte, per concretizzare l’idea di una città sempre più inclusiva, noi riteniamo essenziale riorganizzare i servizi su base territoriale e scommettere con convinzione sulla dimensione del welfare di quartiere che sperimenti processi di generatività, attivando e organizzando risorse umane e professionali a integrazione e ampliamento dei servizi erogati