fbpx
Giorgio Gori
Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Due piccoli impegni: più bagni pubblici e più fontanelle

Due piccoli impegni “fuori sacco” prima di concludere questa bella campagna elettorale (parlo volutamente di “impegni” e non di “proposte” o di “promesse”), sollecitati dai tanti incontri di queste settimane e dalla riflessione intorno alle due grandi che Bergamo dovrà affrontare, quella demografica e quella della sostenibilità ambientale.

Il primo riguarda la realizzazione di bagni pubblici. A Bergamo ne esistono pochi e una città con tanti turisti, ma soprattutto con tante persone anziane (destinate ad aumentare) deve invece dotarsi di una rete adeguata di bagni pubblici efficienti, puliti e facilmente accessibili. Non sto ovviamente parlando dei vecchi “vespasiani” (quelli della mia età se li ricorderanno: gabinetti lungo le strade pensati per il solo genere maschile); penso però che una persona anziana, a spasso per la città, non dev’essere costretta a tornare a casa di corsa o ad entrare in un bar con la scusa di prendere un caffè. Quindi, servono più bagni pubblici.

Il secondo impegno riguarda la rete dell’acqua pubblica. Vogliamo una città che usi meno plastica, e che quindi riduca il consumo di acqua in bottiglia? Dobbiamo allora portare l’acqua – buona, fresca e gratuita – in tutti i quartieri. Qualcuno propone le “casette dell’acqua”, su cui io sono perplesso per ragioni di igiene (per garantirla andrebbero sostituiti di continuo i filtri, cosa non facile); io invece propendo per le fontanelle, che ci dobbiamo anche impegnare a mantenere pulite e funzionanti. Tanti turisti (e tanti giovani) si muovono ormai con la borraccia nello zaino: una città con l’acqua buona come la nostra deve consentire loro di riempirla facilmente. E poi, volete mettere, cosa c’è di meglio dell’”acqua del sindaco”?